A journey into the world of memory and lack: the Second AfterLife Cemetery

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It is important that death finds us alive‘, said Marcello Marchesi (1912-1978) in this striking aphorism. Marchesi, a great humorist, and writer, intended to focus attention on the moment of death in an original way, almost as if he wanted to ‘wake up’ the multitude of ‘dying living people’ who inhabit our daily lives.

When people talk about death (rarely, it is a subject we try to avoid because it is embarrassing and makes us feel vulnerable) they describe it as an inevitable evil to which each of us is destined; we are all queuing up, waiting for our turn to come. When we don’t know.
If death is inevitable, life is a choice. We can either choose to drag ourselves into a state of semi-awake in the busyness and worries of everyday life, or we can consciously live every moment of it.

Living in the present is perhaps really the only medicine for our lives, blurred by difficulties, worries, and suffering. To be in the present moment is, in fact, to be fully alive. And when the present moment coincides with our death, then we will be alive in death, because we will experience death without really dying at all.

Me @Second LifeAfter Life Cemetery

Life and death are intertwined in every moment: life is marked by death, but death also defines life, nourishing and enhancing it.
This is well known by all those who, even in Second Life, have chosen to remember their loved ones in virtual cemeteries. I admit that I was not aware of the existence of these places of remembrance until a few days ago when a dear friend of mine, Mina Arcana, told me how she was deeply touched by the experience of visiting the Second AfterLife Cemetery. I asked her to write me a short text about her feelings during that visit: Mina kindly shared her emotions with me and I share them with my readers:

I would like to tiptoe in with you to understand one particular aspect of this Second Life.
“SECOND AFTERLIFE CEMETERY”
I know, many will turn the page, I understand, because it is a delicate subject and you risk touching strings that are difficult to bear; I imagine that many of you will think, dear readers, as I did, namely that a virtual cemetery is ridiculous, that you don’t mix Real Life with Second Life, and so on.
But after several years in Second Life I have come to understand more things, including that many of us are here out of loneliness, out of shortcomings, out of disabilities, out of new redemptions and new opportunities, and out of getting back into the game.
Coming back to the reason for this article, I was in a day of thoughts and worries and therefore needed something other than buying the latest outfit: something I can’t even explain… maybe peace? So while exploring my landmarks, I came across the Second Life Afterlife Cemetery: a different place, definitely peculiar; I can’t explain it, but I teleported.
And there I was … in a world, in this world. As many of us do also in Real Life, I started walking around to visit the symbols of commemoration: let’s not call them graves because no one physically rests there. Let’s call them memories … well, yes memories of someone who accompanied our life here, photos, words, objects… a part of our life, of our time spent in this metaverse.
I sat on a bench in front of a memory… someone who has lived in this world and who someone wants to remember.
It occurred to me that years ago I laughed and was perhaps even scandalised by this way of remembering someone, but I can assure you that I have begun to see things from another aspect. Maybe it’s age (laughs). Those who wanted to remember wanted to pay homage to the time of these people who knew how to leave an imprint of their passage, despite all the expressive limits of the virtual world.
It is possible to create very strong bonds despite the fact that physically it is not always possible to meet: and this is the reason for a place where we can remember who we loved, where we can remember the laughter, the joy, the tears, in short, the moments we spent together.
I keep turning around and seeing real photos, even of people who are getting on in years, and I wonder… how many disabled people are there in this metaverse, how many are physically unable to visit their loved ones? Here is the solution: remember them here, in a place where they can sit and talk, cry, laugh in the company of their memories.
So why judge, why say ‘I never’ … I have changed my mind: one day I would like to be remembered this way.

Mina Arcana
Mina Arcana

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«È importante che la morte ci trovi vivi», diceva Marcello Marchesi (1912-1978) in questo suo folgorante aforisma. Marchesi, grande umorista e scrittore, intendeva focalizzare l’attenzione al momento della morte in un modo originale, quasi a voler “svegliare” la moltitudine di “viventi morenti” che abita la nostra quotidianità.

Quando si parla della morte (raramente, è un argomento che si cerca di evitare perchè suscita imbarazzo e ci fa sentire vulnerabili) la si descrive come un male inevitabile a cui ognuno di noi è destinato; siamo tutti in coda, in attesa che arrivi il nostro turno. Quando, non ci è dato sapere. Se la morte è inevitabile, la vita è una scelta. Possiamo scegliere di trascinarci in uno stato di semi-veglia negli impegni e preoccupazioni della quotidianità, oppure vivere consapevolmente ogni nostro istante.

Vivere il presente è forse davvero l’unica medicina alla nostra vita, sfocata da difficoltà, preoccupazioni e sofferenza. Essere nel momento presente significa, infatti, essere vivi pienamente. E quando il momento presente coinciderà con la nostra morte, allora saremo vivi nella morte, perchè faremo l’esperienza della morte senza morire davvero del tutto.

Me @Second LifeAfter Life Cemetery

Vita e morte si intrecciano in ogni momento: la vita è scandita dalla morte, ma anche la morte definisce la vita, nutrendola e valorizzandola. Lo sanno bene tutti coloro che, anche in Second Life, hanno scelto di ricordare i loro cari in cimiteri virtuali. Ammetto che non ero a conoscenza dell’esistenza di questi luoghi di ricordo fino a qualche giorno fa, quando una mia cara amica, Mina Arcana, mi ha raccontato come sia stata profondamente toccata dall’esperienza di visitare il cimitero di Second AfterLife. Le ho chiesto di scrivermi un breve testo sui suoi sentimenti durante quella visita: Mina ha gentilmente condiviso le sue emozioni con me e io le condivido con i miei lettori:

Vorrei entrare in punta di piedi insieme a voi e affrontare per comprendere un particolare aspetto di questa Second Life.

“SECOND AFTERLIFE CEMETERY”

Lo so, in molti gireranno pagina, lo capisco, perché è un argomento delicato e si rischia di toccare corde difficili da sopportare; immagino che in molti penserete, cari lettori, come pensavo io, e cioè che un cimitero virtuale è ridicolo, che non si mischia la Real Life con la Second Life, e via dicendo.

Ma dopo diversi anni di Second Life ho compreso più cose, tra cui che molti di noi sono qui per solitudine, per mancanze, per disabilità, per nuovi riscatti e nuove opportunità, nonché per rimettersi in gioco. 

Tornando al motivo di questo articolo, mi trovavo in una giornata di pensieri e preoccupazioni e avevo quindi bisogno di qualcosa di diverso che non fosse comprare l’ultimo vestitino:  qualcosa che non sono nemmeno in grado di spiegare… forse pace? Così esplorando nei miei landmarks, mi sono imbattuta nel Second Life Afterlife Cemetery: un luogo diverso, sicuramente particolare; non so darmi una spiegazione, ma mi sono teletrasportata.

Ed eccomi li … in un mondo, in questo mondo. Come molti di noi fanno anche in Real Life, mi sono messa a girare per visitare i simboli della commemorazione: non chiamiamole tombe perché lì non riposa fisicamente nessuno. Chiamiamoli ricordi … ebbene, sì ricordi di qualcuno che ha accompagnato la nostra vita qui, foto, parole, oggetti… una parte della nostra vita, del nostro tempo trascorso in questo metaverso.

Mi sono seduta su una panchina davanti a un ricordo… a qualcuno che ha vissuto in questo mondo e che qualcuno vuol ricordare.
Mi è venuto in mente che anni fa ridevo ed ero forse anche scandalizzata da questo modo di ricordare qualcuno, ma vi assicuro che ho cominciato a vedere le cose sotto un altro aspetto. Sarà l’età (ride). Chi ha voluto ricordare ha voluto omaggiare il tempo di queste persone che hanno saputo lasciare un’impronta del loro passaggio, nonostante tutti i limiti espressivi del virtuale.

Si possono creare legami anche molto forti nonostante che fisicamente non sia sempre possibile incontrarsi: ed ecco il motivo di un luogo dove ricordare chi abbiamo amato, dove ricordare le risate, le gioie, i pianti insomma i momenti che abbiamo trascorso insieme.
Continuo a girare e vedo foto reali anche di persone avanti con gli anni e mi chiedo… quante persone diversamente abili ci sono in questo metaverso, quante non sono in grado fisicamente di recarsi dai loro cari? Ecco la soluzione: ricordarli qui, in un luogo dove sedersi e parlare, piangere, ridere in compagnia dei loro ricordi .

Quindi perché giudicare, perché dire “io mai” … Ho cambiato idea: un giorno vorrei essere ricordata così.

Mina Arcana.
Mina Arcana
Oema
360gradi.sl@gmail.com
I love communication in all its aspects. I like to share my experiences, explorations, and knowledge with the Second Life community. I created the VIRTUALITY blog and 360 GRADI Magazine with this goal in mind.
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